Accordo Pat-medici di base, gli infermieri: ''Non siamo solo un supporto. Fare le scelte giuste significa avere il coraggio di farle con cooperazione, collaborazione e rispetto''
Il presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche, Daniel Pedrotti: "Non intendiamo rimanere fuori da questo dibattito e intendiamo starci con il contributo che possiamo dare per lo sviluppo di una rete veramente di solidarietà, sussidiarietà e di appropriatezza del nostro sistema socio-sanitario provinciale senza supremazie professionali e senza rincorrere vecchi modelli, ma facendo le scelte giuste"

TRENTO. "Pieno sostegno alla Provincia di Trento per l'impegno di investimento e potenziamento dell’assistenza territoriale anche in coerenza con il Pnrr". A dirlo Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche. "Un confronto constante, una collaborazione fattiva e un reciproco supporto istituzionale sono gli strumenti in grado di garantire la declinazione di modelli organizzativi e professionali innovativi, efficaci per la presa in carico dei bisogni socio sanitari dei cittadini, valorizzando al contempo i professionisti attori del sistema salute del Trentino".
Nelle scorse ore l'assessora Stefania Segnana ha annunciato la firma del nuovo accordo con i sindacati di medici generale per fronteggiare le crescenti difficoltà nel garantire stabilmente il servizio di continuità assistenziale su tutte le sedi del territorio provinciale a causa della carenza di professionisti disponibili nell'assumere gli incarichi (Qui articolo).
Nel merito, l’Ordine delle professioni infermieristiche ritiene opportuno condividere una prima riflessione rispetto a questa decisione. "Premettiamo - aggiunge Pedrotti - che siamo pienamente consapevoli delle difficoltà nel garantire stabilmente il servizio di continuità assistenziale sul territorio provinciale e riconosciamo l’importanza di attivare strategie per farne fronte. Tuttavia, la professione infermieristica è inserita in un contesto che richiama specificatamente un’attività di 'supporto' ai medici. Si ritiene che il termine utilizzato sia anacronistico e rimandi specificatamente a un profilo professionale costruito sulla base normativa rispecchiante un insito rapporto gerarchico che non rende certamente merito e giustizia allo sviluppo che ha investito la professione di infermiere negli ultimi 20 anni".
Il termine utilizzato è quindi nel giudizio dell’Ordine errato. "La professione infermieristica è certamente una professione di supporto, ma di supporto al cittadino, al sistema sanitario provinciale, alla rete inter-istituzionale e interdisciplinare, con una propria e specifica autonomia professionale: non è certamente di supporto a un altro ruolo, poiché, per definizione, ogni professione è inserita in un unico sistema, il sistema salute, laddove la cooperazione, la collaborazione e il rispetto dei differenti e specifici ambiti professionali sono gli elementi che possono determinare la qualità degli esiti della presa in carico dei bisogni di salute dei nostri cittadini".
Sono diversi i settori in sofferenza del sistema sanitario, una carenza di professionisti che si ripercuote sul territorio. "Siamo convinti che abbiamo davanti una grande responsabilità, una grande sfida. E' necessario - evidenzia Pedrotti - fare le scelte giuste e fare le scelte giuste significa avere il coraggio di farle. Significa non adottare la decisione più facile, più immediata, più tradizionale, più consolidata, più conservatrice, perché potrebbe non essere quella giusta. Rileviamo un grande lavoro a livello nazionale e provinciale per migliorare e innovare il sistema sanitario al fine di garantire risposte di salute appropriate e coordinate ai bisogni sanitari e socio-sanitari dei nostri cittadini. Ma è evidente che c’è ancora molto da fare rispetto ai modelli organizzativi attualmente in essere. Un conto è affermare che i professionisti lavorano in modo interprofessionale e sinergico, un conto è realizzare i comportamenti professionali dei professionisti che abitano il territorio, le Rsa, gli ospedali".
L’Ordine delle professioni infermieristiche evidenzia che gli infermieri hanno sempre posto come loro mandato prioritario l’assistere in integrazione e sinergia con le altre professioni della salute. "E' evidente che non basta stare nei setting di cura, ma occorre creare le condizioni normative e organizzative affinché si realizzi una reale interprofessionalità, un reale lavoro in equipe, nella presa in cura della persona, dove ogni professionista, infermiere, medico, fisioterapista, ostetrica, assistente sociale che sia possa apportare il proprio specifico contributo professionale alla salute dei cittadini. C’è ancora molto da fare, e gli Ordini, in qualità di enti sussidiari dello Stato, in questa 'riforma' attualmente in corso del sistema sanitario provinciale, possono dare un contributo importante all’analisi dei fabbisogni, alla declinazione di modelli professionali innovativi ( per esempio l'infermiere di famiglia e comunità, l'infermiere specialista clinico, il dirigente di processi assistenziali) e su come ci si mette in rete e si lavora in sinergia, anche con il supporto della tecnologia, per garantire le risposte di salute ai bisogni emergenti dei cittadini".
L'auspicio dell'Ordine è quello di proseguire un confronto per trovare le soluzioni migliori per il sistema sanitario. "Non intendiamo rimanere fuori da questo dibattito e intendiamo starci con il contributo che possiamo dare per lo sviluppo di una rete veramente di solidarietà, sussidiarietà e di appropriatezza del nostro sistema socio-sanitario provinciale senza supremazie professionali e senza rincorrere vecchi modelli, ma facendo le scelte giuste. Costa sacrificio, certo non è facile, ma se non lo facciamo ora sprecheremo un’occasione che non avremo mai più che è il Pnrr", conclude Pedrotti.



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